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martedì, 18 aprile 2006




BENEVOLENT ARCHITECT?
Mi son fatto prendere la mano anch'io da questo test molto aptudeit, e devo dire che è stato molto più divertente farlo che leggerne i risultati...

Questi espertoni di personaldna.com mi dipingono come un'architetto di me stesso un pò buonista, quasi un nostalgico democristiano. Per non parlare della mia mascolinità: per come me l'hanno maltrattata meriterebbero di beccarmi in flagrante con qualcuna delle loro sorelle...

Comunque, ve lo consiglio.

Jack

postato da: JackTorrence72 alle ore 22:54 | link | commenti
categorie: pazziando
venerdì, 07 aprile 2006


TRUMANTRUMAN SCIO'???

A quanto sembra, siamo messi davvero male. C'è una superidentità che controlla le banche, l'informazione, la cultura, la scuola, l'università, l'industria, il cinema, il sindacato, l'alta finanza, la grande distribuzione. Un demiurgo che controlla ogni aspetto delle nostre vite senza che noi ce ne avvediamo minimamente. Il nostro è un libero arbitrio di facciata, in realtà il grande fratello comunista sceglie per noi da mezzo secolo.

Per fortuna è arrivato LUI.stor_7918504_53300





E ci ha svegliato dal nostro inconsapevole sogno dogmatico. Improvvisamente le nostre vite assumono un nuovo significato, si abbeverano di nuova linfa. RingraziamoLo, allora, perchè abbiamo toccato con mano che solo dal Suo verbo sgorga una verità che prima ci era negata.



Ma proprio per il bene e la gratitudine che Gli portiamo e Gli porteremo sempre, abbiamo l'occasione domenica prossima di farGli un grande regalo. Dopo tutta la fatica che ha fatto per dare nuova luce alle nostre inutili esistenze, il 9 e 10 aprile







MANDIAMOLO A RIPOSARE!!! Scatenati coglione per sempre tuo coglione




postato da: JackTorrence72 alle ore 19:41 | link | commenti (1)
categorie:
venerdì, 31 marzo 2006


GENERAZIONE (PERMA)FLEX



Io non esisto.Noi, non esistiamo.



Non siamo presenti nei discorsi, proclami e programmi degli aspiranti timonieri del Bel Paese.



Non esistiamo nelle relazioni dei giuslavoristi. Persino i sindacati ci ignorano.



Siamo la GENERAZIONE (PERMA)FLEX.



I nostri genitori hanno vissuto guerre, depressioni, boom, anni di piombo eccetera, nel culto del lavoro come traguardo da raggiungere, e con l’aiuto del quale porre le basi per garantire ai propri figli una più agevole ricerca del proprio benessere, per poi fare altrettanto con la propria discendenza.



Magari, tra 15-20 anni, i nostri figli vivranno in una società improntata ad una reale flessibilità che permette di cambiare rapidamente occupazione senza contraccolpi rilevanti per la loro qualità della vita.



In mezzo ci siamo noi. Persone dai 20 ai 40 circa, generazione disgraziata, generazione di passaggio.



Oggi il variegato panorama politico propone un menu che si dipana tra due posizioni estreme: da un lato chi propone la flessibilità come cardine imprescindibile del presente e futuro mercato del lavoro; dall’altro chi difende strenuamente diritti ottenuti nell’arco di decenni di lotte sindacali.



Sono entrambe posizioni rispettabili, portatrici di due istanze sacrosante, lo sviluppo economico del Paese ed il rispetto dei diritti dei lavoratori.



Da entrambi i lati assistiamo però a sofismi pericolosi, perché allontanano sensibilmente la possibilità di un confronto responsabile, aumentando di fatto la temperatura dello scontro sociale.



Gli uni cannoneggiano il concetto di “rigidità” del lavoro, fino a poco tempo fa grande conquista sociale ed ora improvvisamente divenuto quasi un disvalore. Si è tentato cioè di fare strada al concetto di flessibilità, contrapponendo la supposta(!) ventata di novità che porterebbe alla vita del lavoratore, alla “noia” di mantenere la stessa mansione per tutta la vita. Il tentativo risulta però vano, oltre che ingannevole, essendo quantomeno arduo sostituire “ex abrupto” un principio che ha rappresentato un archetipo di sicurezza nel progetto di vita di milioni di persone, con il suo esatto contrario.



Dall’altro lato, il pericolo dell’ostinarsi a fare muro arroccandosi su diritti peraltro sacrosanti, consiste nel non avere una soluzione alternativa a quella che si avversa. Una posizione che da alcuni è stata definita conservatrice, e lo è nella misura in cui non tiene fede alla propria missione progressista, ovvero quella di guardare al futuro e dare il proprio contributo perché esso sia il migliore possibile. E’ vero che non c’è futuro senza diritti, ma allo stato attuale quel futuro rischia di essere una pura astrazione.



Non esistono pertanto certezze, tranne quella che ho denunciato all’inizio di questo mio amaro sfogo: la GENERAZIONE (PERMA)FLEX. Non so quanti siamo, credo decine di migliaia. So soltanto che la Storia non cambia in un batter di ciglia, non cambia quando lo decidono gli uomini. La Storia ha bisogno dei suoi tempi per poter celebrare grandi trasformazioni. Questi tempi sono anni. E questi anni - purtroppo - siamo noi.







Credo sia ora che ci facciamo sentire!




postato da: JackTorrence72 alle ore 21:45 | link | commenti (4)
categorie: politica, lavoro